Visualizzazione post con etichetta Free. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Free. Mostra tutti i post

mercoledì 22 agosto 2012

Un bacio soffiato al vento e i fiori raccolti

... si, un bacio, che parte da un pugno chiuso e quando si apre lascia andare tutti i desideri che si hanno e saluta tutte le persone care che ci guardano da lassù.
E poi... se la salute, l'amore e l'amicizia sincera fossero dei fiori... li raccoglierei e me ne prenderei cura come se fossero gli unici gioielli rimasti nel mondo.
Free

martedì 12 giugno 2012

Spaziare nell'universo


Spaziare nell'universo
Spazzare via la malinconia non è facile. Perchè a volte ci si mettono di fronte prove durissime? ...
Non ha nessun senso perdere tanto tempo per risolvere alcune situazioni che sono successe in un attimo! 
Manca qualche cosa... il resto che il destino mi deve dare perchè mi ha rubato un pezzo di gioventù; se non mi rende quello che mi deve me lo prendo....ma poi cosa faccio?
Da una decina d'anni e anche più, mi piace immaginare che lassù esista un grande prato fiorito, dove le stelle sono i fiori colorati: sono i nostri cari che ci stanno guardando; alcune stelle brillano di più, perchè sono diventate corpi celesti da meno tempo, altre perchè sono persone a noi più care; altre invece sembrano più piccine solo perchè ci indicano la direzione.
Comunque si presentino sanno brillare ognuna di luce propria in un immenso universo di soave tranquillità dove non esistono giudizi e pene inutili da sopportare.
Vivere è vita velata da respiro.


Free

Verità nascoste


Verità nascoste
Non so per quale motivo, alcune volte sento proprio il bisogno di scrivere quello che ho dentro; forse perché scrivere è un'ottima valvola di sfogo che mi permette di cacciare fuori le emozioni.
Non si è più ragazzini e penso che a distanza di anni sia anche ora di liberarsi da questa roccia che preme contro il mio cuore... ebbene sì, non ho mai voluto ammetterlo ma c'è... la sclerosi multipla... e ora come faccio dopo lo stravolgimento totale che ha avuto la mia vita in seguito ad un altro evento?
Come faccio ad approcciarmi ad un altro uomo sapendo quali sono le mie difficoltà?
Eh sì, perché mi sembra giusto che un compagno che pensavo fosse l'uomo della mia vita e a cui ho donato la mia di vita, non riesca a sopportare il trauma e accumuli problemi su problemi fino a quando ho trovato la forza e il coraggio di dire stop.
Ma ora mi trovo non più ragazzina ad avere il timore di trovare la stabilità; mi dicono: "ne trovi 1000 come lui" e io mi chiedo Dio perché non ti sei occupato di lui mentre io non c'ero e lasciavi perdere per un momento gli altri 999; non ti dico che avresti dovuto abbandonarli, ma solo per un momento.
Ho tante cose belle da ricordare assieme a lui, ma solo ricordi.
I sentimenti li ho chiusi nei cassetti, li porto sempre con me, ma ormai sono chiusi nei cassetti e come nella savana i leoni non tornano nei loro passi anch'io farò così: amando, soffrendo, rischiando, ma pure io farò così.
Eh sì, hai ragione camice bianco 'La vita e' fatta così'.
Free

giovedì 12 gennaio 2012

Il Girasole

Questa sera, guardando il cielo stellato di fine settembre, ho ricordato quanto mi piacevano i girasoli simbolo di allegria e orgoglio; aggiungerei anche di coraggio che, fortunatamente, non mi è mai mancato: ora ancor meno.
Mi piacevano e mi piacciono tuttora, solo che ora hanno un significato un po' diverso perché a volte mi immagino come questo fiore: piego il collo nei momenti di sconforto come fa il gambo di un girasole quando non vede il sole e lo rialzo quando reagisco come fa il girasole quando esce il sole.
E' un sole pallido quello che vedo che prima compare e poi scompare: "alti e bassi" si usa dire dalle mie parti; ci sono sempre stati ma l'allegria manca da un po' e quello che più ti fa capire in che società superficiale viviamo è che non facendo mai mancare il sorriso fuori dalle mura domestiche, le persone ti dicono: "Però, ti vedo bene, ma come fai a prenderla così?" e magari hai pianto fino a 10 minuti prima in casa tua.

Free

Il ranocchio

Un giorno si organizzò una gara di ranocchi, l'obiettivo era di arrivare sulla cima di una torre molto ripida. La folla si radunò per fare il tifo, ma in realtà la gente non pensava che i ranocchi potessero raggiungere la cima: si erano riuniti solo per curiosità e così, quando iniziò la gara si udirono solo frasi come: "Che pena! Non ce la faranno mai". I ranocchi iniziarono a mollare, tranne uno che continuava a cercare di raggiungere la cima. Le frasi che si sentivano erano sempre le stesse "Non ce la faranno mai".
I ranocchi iniziarono a desistere tranne il solito ranocchio che continuava ad insistere; alla fine tutti mollarono tranne il solito ranocchio testardo che solo e con grande sforzo continuava ad insistere e raggiunse la cima.
Gli altri volevano sapere come avesse fatto e scoprirono che .... era sordo!
Morale: esco solo con i tappi alle orecchie.

Free

sabato 15 ottobre 2011

Per non dimenticare gli angeli

Ci sono occasioni in cui non vedere è meglio di vedere,

non sentire è meglio di udire le “frasi già fatte” ripetute da persone che il dolore, quello vero, hanno avuto la fortuna di non provarlo mai.

Esistono momenti in cui è sicuramente meglio urlare in silenzio o piangere in modo asciutto, perché hai concretizzato che non sarebbe  cambiato nulla.

Incidenti, malattie, diagnosi spietate che tolgono ogni dignità, ogni speranza.

Un anno fa un’altra stella si è accesa in cielo: era una donna che  non parlava con la bocca, ma con gli occhi ricchi d’amore e gioia.

La sua è stata una storia che mi ha catturato e il mio pensiero è ancora dedicato a lei ed alla sua famiglia, la cui cicatrice sarà ancora aperta.

Il Paradiso è l’unica meta che senza alcun dubbio ha raggiunto, perché aveva già purgato sin troppo in questo mondo ed ora sarà sicuramente libera di gridare e allora... strilla, urla e sgolati più che puoi.

Free

mercoledì 13 aprile 2011

Se...Ma...

Non si vive di se e neanche di ma; si vive per essere utili, per raggiungere degli scopi, alcune ambizioni che sono rimaste chiuse nei cassetti della vita.

La stessa vita che finora è stata sprecata in giorni persi.

A distanza di anni, però, c'è sempre la stessa domanda che sussurra nella mia mente: “Perché?”; non ho capito mai!

Non ho mai capito, perché non so da dove ricominciare.

A volte sogno di essere in mezzo al mare e fluttuare, pensando al mio nuovo inizio, ai miei sogni mai realizzati, alla libertà di poter fare qualsiasi cosa da sola.

Mentre scrivo piove; la pioggia che cade sono le lacrime del cielo,  come i veli di dolore che hanno segnato il mio viso per troppo tempo.

Ma quando meno te lo aspetti, arriverà il momento in cui non si vedrà più la pioggia, ma un cielo sereno pieno di stelle colorate: sono i sogni che si sono realizzati!

Da piccole cose si possono realizzare cose miracolose; bisogna crederci, non abbattersi.

Il piccolo seme di una sequoia dà origine a uno degli alberi più grandi al mondo e noi anche se abbiamo vissuto un'esperienza negativa che, sicuramente, lascerà un segno indelebile dentro il nostro cuore, possiamo e dobbiamo fare grandi cose. 

Free

domenica 9 gennaio 2011

Fine o inizio?

Quando passa tanto tempo, non sai se desideri di più la fine o un nuovo inizio.

Free

sabato 1 gennaio 2011

I 10 comandamenti della vita

La tua vita è appena iniziata, respirala fino alla fine e segui anche queste regole:

1) Non commettere gli stessi errori miei, te ne prego

2) se avrai momenti difficili tu sorridi lo stesso in modo che altri non si accorgano della tristezza che hai nel cuore

3) se cadi, rialzati in fretta

4) non permettere che calpestino il tuo essere

5) difendi sempre le tue scelte

6) battiti per ottenere quello che vuoi

7) sii forte, supera i pesi che la vita ti propone e sfidala

8) non farti mai comandare

9) sii libera, anche di sbagliare

10) non lasciarti ingannare.


Apri le ali angelo mio
e otterrai tutto quanto ti è dovuto.

Quando sei nata,
la luna era crescente
come saranno sempre in crescita
anche le tue conquiste.

Ti auguro il meglio
e anche un po' di più;
ogni piccolo passo che farai
sarà già una conquista.

Non cedere, non cedere mai.

Vorrei essere io ad accompagnarti
... non so se ci sarò,
ma non scordare mai che ovunque io sia
quando ne avrai bisogno
io sarò presente
e che già sei un piccolo angelo
tra altri angeli. 

Free

La quarta marcia

Eh sì, esiste anche questa da sfruttare;
la quarta marcia che non non si riesce ad usare quando si sta male moralmente.

Ma sono convinta che animo e fisico camminino insieme
ed è per questo che l'anno prossimo partirò in quarta lasciandomi il passato alle spalle anche se mi fa ancora male.

Ricomincio da me!

So che il passato viene perdonato e che il futuro viene donato,
ma voglio metterci del mio per tornare frizzante e solare come un tempo.

Attenderò il futuro che mi sarà donato con il cuore e con le braccia aperte.

Sono qui ...... , poi però sarò io a valutare se è abbastanza per il momento o meno.

Sono credente e mi dispiace scrivere questo, ma l'anno nuovo o sarà buono o sarà ultimo.

Free

A lei

Pochi mesi fa ho conosciuto una donna,
era un miracolo quella donna;
non parlava,
ma parlavano con amore i suoi occhi.

Era tanto gentile e nobile, era un angelo di bontà.

Il Signore l’ha voluta vicino a Lui,
perché è un pezzo di paradiso.

Il suo uomo e la sua famiglia la piangono,
ma non sanno che lassù
riuscirà a muovere quelle labbra
che qui non riusciva.

Vorrei dirti, amica mia,
non temere, non succede nulla
è solo un posto nuovo
dove potrai abbandonare
tutte le tue prigioni.

Ti saluto amica mia
e finalmente grida, grida, grida

Free

giovedì 30 dicembre 2010

Il figlio che desideravo

Prima dell’incidente vivevo di espedienti: bei vestiti, soldi, le ferie solo in posti esclusivi, un buon lavoro, cocaina, tranquillanti, discoteche a cui ricorrevo per affrontare l’insicurezza in cui vivevo, ma erano solo valvole di sfogo per coprire il vuoto che sentivo nella mia vita: il figlio che ho tanto desiderato, ma che mi avevano sconsigliato di avere per non rischiare di aggravare la malattia che mi avevano diagnosticato e che avevo paura di avere considerando i cattivi rapporti che esistevano tra la mia famiglia e il mio compagno.

Così ho iniziato a vivere lontano da me stessa, a trascurarmi e non riuscivo a levarmi l’inverno che sentivo dentro di me.

Se avessi avuto un figlio maschio, l’avrei chiamato Andrea, in memoria di un caro amico
mancato nel..., se fosse nata una bimba l’avrei chiamata Vittoria, perché sarebbe stata la mia vittoria, la mia gioia personale.

Dicevo a tutti che non desideravo un figlio: non era vero, era solo un altro escamotage per coprire il nulla che sentivo dentro di me!

Ora che cosa mi ritrovo a 35 anni: nulla di tutto questo.
Free

martedì 1 giugno 2010

Paure e debolezze

Nell’ultimo ricovero, ho confidato alla dottoressa che mi segue di avere solo due paure:

la paura di perdere il mio compagno e la paura di non farcela; beh, era una mezza verità, perché queste sono solo le due paure che temo di non sconfiggere, ma di paure ne ho molte: ho paura di affezionarmi alle persone, ho paura di ferire alcune persone con le mie scelte, ho paura di tornare a casa, ho paura di accettare alcune verità, ho paura persino di raccogliere un fiore dal suolo per non farlo morire.

Non le ho svelato questi miei timori, perché non volevo ammettere le mie debolezze, perché in passato nessuno aveva conosciuto il mio lato debole, nessuno mi aveva mai visto piangere, non cedevo mai ad emozioni che non riuscivo a comandare; anche se ero triste o affaticata, mostravo sempre il sorriso, perché così volevo che le persone mi vedessero e se proprio non mi riusciva, tendevo ad isolarmi in tutti i modi, anche i peggiori.

Ora, se ci penso, mi odio per essermi comportata così; sono sempre stata una persona che ascoltava molto, ma non parlava mai di se; perché mi sentivo forte, perché mi sentivo più sicura e pensavo di potercela fare anche da sola in tutte le situazioni.

Non ho mai avuto rispetto del mio corpo e del mio animo, ma non avevo calcolato che la vita è avida di verdi primavere, non avevo calcolato un tale evento.

Ho preteso troppo da me stessa, ho schiacciato troppo “l’acceleratore”, ma a quale scopo?

Rifletti su queste cose solo quando è troppo tardi, forse perché esperienze troppo dolorose ti cambiano e, se posso permettermi, ti rendono anche più sensibile e più suscettibile.

Ora ho tre possibilità per guarire; la prima è già svanita come vola via un sogno in uno schiocco di dita. Era la possibilità di sottopormi ad un’operazione neurochirurgica, ma lo specialista che ho consultato ha pensato che fosse troppo rischioso; penso di essere riuscita ad odiarlo quando ha pronunciato quelle parole.

Il dispiacere, chiaramente, è rimasto anche perché confidavo in questa operazione, affinché risolvesse i miei problemi in modo immediato; so che non li avrebbe risolti tutti, ma di sicuro, annullando il problema che mi pesa di più, mi avrebbe facilitato molte cose.

Il medico che mi ha visitato, poi, mi ha lasciato un po’ perplessa, perché ha affermato che è passato molto tempo dalla data dell’incidente e questo gli fa pensare che non tornerò come prima.

Se Dio ci ha messo pochi secondi per cambiarmi la vita, ci ha messo cinque minuti per distruggermi un sogno che poteva dare una svolta decisiva alla mia sofferenza; mi restano altre due possibilità che hanno tempi più lunghi e come risultato, il solito punto di domanda.

Qual è il senso di combattere al fine di raggiungere la completa guarigione, se ci metto così tanto tempo a guarire? Quale scopo può avere la mia vita se ci metto altri cinque o sei anni per riprendermi?

Solitamente, tutte le cose che accadono hanno un senso, ma non ne trovo uno in questa.

Quando ho avuto l’incidente, ero una donna agli esordi; avevo la giusta età per avere un figlio, ero una ragazza decisa e che ambiva a posizioni lavorative sempre più alte, avevo voglia di vivere!

Ora sono una donna già matura, senza un figlio, che non ha ripreso il lavoro che amava tanto, perché provava vergogna a rientrare sul posto di lavoro dove prima davo il massimo, perché presentavo alcuni disagi e oltre ad aver perso tutte le cose materiali che io ed il mio compagno ci eravamo costruiti in quindici anni di convivenza, ho perso gran parte degli affetti più cari che avevo.

Come posso trovare un senso a tutto questo?

Ho fatto cose anche sbagliate, ma che molti ragazzi della mia età facevano; allora perché proprio a me?

E’ passato tanto tempo dall’incidente, ma la domanda che ho in testa e alla quale non so trovare una risposta è sempre la stessa: “Perché?”.


Free

Pensieri, sensazioni, emozioni

Quando ho compiuto 30 anni, ricordo d’aver fatto questa riflessione: “Ho 30 anni, mi sono sempre divertita, ho una casa arredata come voglio io, una famiglia che, per fortuna, è tutta in buona salute, una macchina mia, un compagno con cui ho un rapporto di complicità invidiabile, un lavoro che mi piace, di responsabilità e ben retribuito. Che cosa voglio di più?”.


A 31 anni non avevo più niente di queste cose; il Signore ci ha messo sette giorni per creare il mondo, ma pochi attimi per cambiarmi la vita.


Il... (data) è stato l’ultimo giorno di luce per me, poi... il buio.


Ho perso tutto quella sera, mi è rimasto solo il mio compagno o forse l’ho già perso, non lo so!


Mi sono aggrappata a questa vita con tutte le forze che avevo, perché con i suoi vizi e con gli errori suoi, era comunque la mia vita e la rivolevo indietro.


C’è stato un periodo in cui pensavo di esserci riuscita, di averla ripresa in mano, ma è stata solo un’illusione.


In passato, ho sempre amato essere vincente in tutte le cose, ma non so se vincerò anche questa partita. E’ troppo difficile!


So solo che, tra momenti alti e momenti bassi, ci ho provato. E’ una magra consolazione, ma è l’unica cosa sicura che mi resta.


Del resto un uccello che inizia a parlare, smette di volare, perché le parole pesano troppo; ed io, di parole che mi hanno fatto male, ne ho sentite fin troppe e le ali mi si sono spezzate.


I primi anni dall’incidente, tanti problemi procurati dalla famiglia, mi hanno creato il deserto intorno; poi il mio compagno che non ha retto la situazione.


Ma la verità è che così non mi sopporto più!


Quando tutto sarà finito, me ne andrò dalla mia città senza mai voltarmi indietro... me ne andrò da li, lasciando un pezzo di cuore, ma anche tanti brutti ricordi.


Alla tv ho visto una clinica chiamata “La clinica dei risvegli” che ospita persone che si devono risvegliare dal coma e dove vige una tranquillità e una serenità divina: quella che non ho avuto io.


Free

Perché la solitudine

A gennaio 2…. si è chiusa una finestra
al paese mio: era la mia.

In un freddo gennaio, “morivo” anch’io.

Chi avrebbe mai immaginato
un destino così spietato,
un amore negato: quello di mamma.

Una spina nel cuore
che ogni volta che i miei pensieri mi avvolgono,
mi fa male, male, male.

Perché, perché, perché,
doveva succedere proprio a me.

Si è soli in questo mondo,
solo i brutti ricordi continuano
a rimanere accanto a me.

Strilli, urla,
di chi mi assisteva in un brusco risveglio
che è stata la mia realtà per un lungo periodo.

Ma è ora di opporsi,
riprendere indietro tutto quello che mi è stato tolto,
per non deludere chi mi ha teso la mano.

Avrei voluto un figlio,
ma come avrebbe fatto il piccolino
a cavarsela senza di me?

Avrei voluto molte cose,
ma per il momento è meglio accontentarsi
di odorare il profumo delle rose
e continuare a pensare:

perché, perché, perché?

Free

Le scale della vita

Pensavo fosse molto più facile salire i gradini della vita, pensavo che una volta raggiunti alcuni traguardi fosse stata una passeggiata continuare ad andare avanti, ma non è così!

Basta un attimo per trasformare quelle scale in alti gradini e poi in montagne invalicabili.

E' triste perdere la propria libertà, la propria autonomia, il comando di se stessi.

Ed è quando si è già provato a salire quelle scale con tanta fatica e non si è riusciti a raggiungere i risultati che si speravano di ottenere, che vorresti parlare con il mare e chiedergli di trasportarti con le sue onde lontano, lontano.

Questo chiederò al mare se ne avrò occasione, spero di avere una risposta soddisfacente; lui mi accompagnerà alla libertà che attendo da tanto tempo.

Ascoltare il rumore delle onde, sognare, perché i miei pensieri sono sogni e i sogni, se si è fortunati, si realizzano.

Free